08/11/2008

CRISI ECONOMICA, BARACK OBAMA: NON C'E' UN ATTIMO DA PERDERE

 

obama.jpgIl presidente eletto degli Stati Uniti Barack Obama ha preannunciato oggi, nel suo primo discorso radiofonico settimanale, azioni urgenti per far fronte alla crisi economica, poiché "non c'é un attimo da perdere". Obama, che assumerà le sue funzioni alla Casa Bianca il 20 gennaio, ha voluto assicurare gli americani che la sua amministrazione "non perderà tempo". Malgrado le misure prese dall'amministrazione Bush per salvare il sistema finanziario, Obama ritiene che gli Stati Uniti "avranno bisogno di altre misure nel periodo di transizione e nei mesi seguenti", e in particolare di "un piano di salvataggio per la classe media e di soccorso per le famiglie che vedono ridursi i salari e svanire i risparmi di tutta una vita".

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Gianfranco Fini è ormai l'interlocutore della sinistra

 

gianfranco_fini.jpgL’elogio di Furio Colombo, un antifascista tutto d’un pezzo, è eloquente: «Alla Camera avevo chiesto la parola per ricordare che in Parlamento esiste la tradizione di commentare brevemente i grandi eventi. Per fortuna dirigeva Gianfranco Fini che è di gran lunga il più liberal di tutti i presidenti della Camera - la Bindi non mi ha mai concesso la parola - e ho ricordato ai leghisti che il nuovo presidente degli Stati Uniti è nero e figlio di immigrati. La Lega ha chiesto la mia punizione per averli insultati. Fini, che si è confermato il più liberal, ha chiarito che non c’era stato nessun insulto». Da una decina d’anni a sinistra si guarda a Gianfranco Fini in modo ambivalente: piace l’aplomb dell’ex leader missino, così diverso dall’approccio «proprietario» di Berlusconi, ma la preferenza non si è mai trasfusa in vero feeling.

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Scuola, Fini: i violenti sono minoranza

 

Cossiga dà consigli alla polizia

 

fini01g.jpgChi utilizza le violenze durante le manifestazioni studentesche di questi giorni è «minoranza rumorosa» ma rimane «molto minoranza». Così il presidente della Camera, Gianfranco Fini, senza entrare nel merito degli incidenti nelle manifestazioni contro la riforma Gelmini dell’università, condanna apertamente le violenze dei gruppi estremisti e si dice convinto che, a differenza degli anni passati, ora nelle scuole i giovani di destra e di sinistra possono incontrarsi e confrontarsi.

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